SE CONTROLLARE SEMPRE LA GLICEMIA NON FOSSE UTILE PER TUTTI?

Sappiamo che in molti casi le persone con diabete tipo 2 non in trattamento insulinico controllano la glicemia anche più volte al giorno. I vantaggi di questa pratica non sono chiari e già in passato sono stati pubblicati diversi studi che mettevano in dubbio la sua utilità.
In questi giorni uno studio statunitense sottolinea che il monitoraggio routinario della glicemia nel diabete tipo 2 non insulinotrattato non porta a vantaggi clinicamente rilevanti. I ricercatori hanno arruolato 450 pazienti affetti da diabete tipo 2 non in terapia con insulina con valori di emoglobina glicata tra 6.5% e 9.5%. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a: nessun monitoraggio della glicemia, monitoraggio standard una volta al giorno, monitoraggio una volta al giorno associato a messaggi che avevano lo scopo di aumentare la motivazione

e l’educazione del paziente a comprendere i risultati dell’automonitoraggio stesso. Gli obiettivi a un anno erano il miglioramento dell’emoglobina glicata e la qualità di vita. Al termine dello studio, completato da 418 soggetti, non si osservava alcuna differenza tra i tre gruppi.
Questi dati confermano che nelle persone con diabete tipo 2 in trattamento con antidiabetici orali il controllo regolare delle glicemie al domicilio dovrebbe essere consigliato se vi è il rischio di gravi episodi ipoglicemici, nelle fasi iniziali in cui viene instaurata una terapia con farmaci orali che è necessario titolare oppure nei casi di diabete con valori instabili della glicemia.

Da: Young LA e coll. Journal of American Medical Association (JAMA) 10 giugno 2017
DOI: 10.1001/jamainternmed.2017.1233

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